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La dieta sostenibile: una nuova sfida per la ristorazione collettiva

Cresce il mercato della ristorazione collettiva in Italia: se nel decennio compreso dal 2007 e il 2017 sono calati i consumi alimentari in casa di oltre 14 miliardi di euro, la ristorazione ne ha guadagnati circa quattro; una cifra che testimonia che essa è il settore trainante dell’intera filiera agroalimentare italiana.

Con il termine ristorazione collettiva intendiamo il servizio di preparazione e cottura e poi consegna su larga scala di pasti finiti destinati appunto alla collettività, cioè a gruppi di persone che necessitano di uno stesso servizio poiché sono accomunati dall’abitudine di mangiare fuori casa. Oggi le persone trascorrono in ufficio gran parte della loro giornata: le aziende che hanno al loro interno una mensa aziendale, ma anche tutti gli operatori che lavorano nelle scuole e negli ospedali devono poter contare sulla possibilità di rifornirsi da un partner che gli assicuri alimenti di qualità.

Come dicevamo sono sempre più numerosi coloro che consumano il loro pasto lontano dalla propria abitazione poiché si stanno affermando nuove esigenze dovute a abitudini e orari lavorativi differenti.

Negli anni duemila, una tendenza che si è affermata, è stata quella della ricerca della qualità, della sicurezza alimentare e nutrizionale: il consumatore oggi è più attento a condurre una vita sana ed è convinto che consumare dei pasti finiti durante la pausa pranzo, conti quanto mangiare nella propria abitazione.

Questa correlazione tra nutrizione e salute ha valorizzato il ruolo delle attività di ristorazione nella scelta di modelli alimentari più sostenibili.

Nella ricerca di una maggiore sostenibilità, chi si occupa di ristorazione collettiva come le mense per la distribuzione ma anche le mense aziendali, di scuole, ospedali dovrebbero adottare misure per ottimizzare i cicli di cottura delle vivande così da evitare o almeno ridurre certe inefficienze; massimizzare invece la raccolta differenziata per gestire al meglio anche il recupero di alcuni materiali; concentrarsi nella distribuzione dei pasti finiti, utilizzando mezzi a basso impatto ambientale.

In questo ambito si colloca il protocollo di intesa stabilito tra FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) con il Ministero della Salute: in esso si promuovono iniziative per sostenere da una parte migliori abitudini alimentari per quei cittadini che consumano i pasti lontano da casa, dall’altra si sostengono gli operatori per incentivarli nella lotta agli sprechi e nella sicurezza dei servizi di ristorazione.

È possibile nella ristorazione promuovere una dieta sostenibile cioè un modello alimentare che abbia un basso impatto ambientale in termini di uso di risorse idriche, di basse emissioni di anidride carbonica e che pratichi il rispetto della biodiversità e degli ecosistemi?

Riteniamo che non sia solo possibile, ma che si tratti di un obiettivo da perseguire sensibilizzando e coinvolgendo produttori, distributori, gestori e operatori della ristorazione collettiva, diffondendo best practice per la cottura delle vivande, per la loro distribuzione e consumo cosicché la collettività possa alimentarsi equamente anche nel futuro.

Noi di Caterline ci impegniamo sia sul fronte della qualità, e infatti le nostre procedure sono state ritenute conformi alla normativa e certificate, sia su quello della sostenibilità: già nel 2015 abbiamo adottato una cella frigorifera 100% green. E non è l’unica iniziativa che abbiamo intrapreso.

Una dieta sostenibile fatta di pasti completi per la collettività che contempla oltre al consumo di carne, altri alimenti come frutta, verdura, ortaggi, pane e cereali, soprattutto integrali, patate, fagioli e così via di stagione e di origine locale è proprio la dieta mediterranea. Sono alimenti che si trovano anche nel nostro catalogo: con Caterline ogni operatore ha una vasta possibilità di scelta tra 10.000 referenze e un consulente al suo fianco per elaborare menù che coniughino qualità, quantità e sostenibilità.

Questo modello alimentare è osteggiato dal diffondersi di stili di vita occidentalizzati, ed è per questo che essa va via via scomparendo con il conseguente incremento di patologie come diabete e obesità, ipertensione, aterosclerosi e alcuni tipi di tumore.

Concludendo il tema della sostenibilità è centrale nel settore della ristorazione collettiva e occorre che tutti gli operatori che si occupano di distribuzione alimentare adottino politiche e parametri sostenibili che sono sempre più richiesti anche da un pubblico oggigiorno consapevole ed eco friendly.

Gestisci mense per la distribuzioni o mense aziendali, scuole, ospedali? Scopri come possiamo supportarti nella definizione di modelli alimentari più sostenibili.
Hai bisogno di soluzioni che ti aiutino a lavorare meglio? Noi ci siamo sempre.

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